Che cosa è l'AVIS? Come funziona?
L'associazione volontari italiani del sangue (AVIS) nasce in Italia negli anni '20, in un periodo, dunque, durante il quale si cominciano ad affermare scoperte e conferme scientifiche sulla trasfusione di sangue, soprattutto in campo chirurgico e negli interventi di pronto soccorso.
A fondarla, nel 1927 a Milano, è Vittorio Formentano con una ventina di volontari. Gli scopi sono da subito molto chiari: venire incontro alla crescente necessità di sangue, avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue, e nello stato di salute, cercare di eliminare la compravendita del sangue.
Nel 1946 l'AVIS viene costituita ufficialmente e nel 1950 viene riconosciuta con una legge dello Stato. Si tratta di un Ente privato con personalità giuridica e finalità pubblica e concorre ai fini del Servizio Sanitario Nazionale in favore della comunità.
L'associazione è dotata di un proprio statuto ed è apartitica, aconfessionale, senza discriminazioni di sesso, di razza, di lingua, di nazionalità, di religione, di ideologia politica e non ha fini di lucro.
I soci che la costituiscono, donano il loro sangue volontariamente, periodicamente, gratuitamente, anonimamente e responsabilmente.
E' presente su tutto il territorio nazionale ed è articolata in circa 2800 AVIS comunali, 93 AVIS provinciali, 21 AVIS regionali (in Trentino Alto Adige vi sono due sedi). Questi organi fanno riferimento all'AVIS nazionale, il cui Consiglio è composto da 45 membri che rappresentano tutte le regioni e le provincie autonome d'Italia.
A Bergamo l'associazione è stata fondata nel 1936 e oggi è strutturata in 156 Avis comunali. Sono circa 35.000 i donatori che nell'ultimo anno hanno effettuato circa 67.000 donazioni di sangue e plasma.

Casa del donatore
I donatori e i dirigenti dell'associazione sono volontari, ma ovviamente, per poter far fronte a tutte le proprie funzioni l'Avis deve sostenere costi anche notevoli. Per questo il decreto ministeriale del 1993 - che si occupa del rimborso delle tariffe donazionali - ha stabilito che per ogni donazione di sangue effettuata da iscritti alle associazioni, queste ultime ricevano un rimborso.
Questo contributo aiuta a coprire i costi di gestione delle sezioni, a garantire un'efficace tutela del donatore (quindi anche del ricevente) e a gestire tutto quanto riguarda la fase associativa.
Per il resto, l'AVIS, conta sulla generosità dei privati.
Tra le significative attività dell'associazione va, inoltre, segnalata quella della medicina preventiva. Ovviamente il malato non deve ricevere sangue infetto: per questo motivo prima di ogni donazione ciascun aspirante donatore viene sottoposto ad un colloquio con il medico, ad un'accurata visita medica, e ad approfonditi esami. Ogni donatore, infine, deve sottoporsi ad analisi complete una volta all'anno.
Visualizza l'organigramma dell'AVIS Provinciale Bergamo.
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